TRA SOGNO E REALTÀ

Dal 14 al 28 marzo 2026
Spazio ARTI<>STA
Vicolo Lambro,1 Monza
ArM<>sta Monza è lieta di ospitare la personale del piOore giapponese Kazuto Takegami, membro dell’Associazione ed apprezzato arMsta nel contesto contemporaneo locale.
La mostra dal titolo “Tra sogno e realtà” inaugura sabato 14 marzo 2026 alle ore 17.00 con la presenza dell’arMsta e si protrae fino a sabato 28 marzo.
Le opere esposte seguono un percorso che sfruOa la magnifica atmosfera che si respira in galleria, con i suoi caraOerisMci maOoni a vista ed intonaci dal sapore storico. In questa ambientazione sono appese le tele di
Takegami, su due livelli. Il piano terra ospita lavori dalle tonalità accese, specialmente gli azzurri dei suoi
mari e dei suoi cieli, in un gioco di luci e colori che esprimono una pacata vitalità, con scene più facilmente
ricollocabili nella realtà. Nello spazio esposiMvo del soppalco, in dialogo, sono ospitate opere con una atmo-
sfera più inMma e monocromaMca che gioca con i toni del grigio, paesaggi più introspeKvi e di provenienza
onirica. Sempre ci accompagnano gli ormai noM piccoli personaggi di Takegami, anche in delicate sculture di
carta di riso poste lungo l’intera esposizione, che raffigurano “uno di noi, in quel momento, come potrebbe
capitare a tuK”.
L’arMsta, nei suoi lavori, ama raffigurare dei momenM tra mondi sospesi, tra ricordi personali e memorie
condivise, frammenM di sogno e vissuto quoMdiano. Nella sua mente e nel suo cuore si materializzano im-
magini che prendono vita sulle delicate tele e sui disegni ad inchiostro di china, effimere ed a traK sfumaM:
nuvole delicate che ci confortano ma anche creano sensazioni di nostalgia.
L’oscillare tra sogno e realtà lascia il suo segno nei paesaggi di Takegami: nella pioggia, in riva al mare, in una
passeggiata tra terra e acqua, tra cieli, deserM e profondità. Ed è in riva all’oceano che per l’arMsta avvengo-
no magie, lì si trova un luogo dell’ovunque che non è solo il “suo” Pacifico della costa giapponese, ma anche
il nostro Mediterraneo, l’AtlanMco, il BalMco. Un’ubiquità che ricorda quella del mondo onirico, dove pos-
siamo essere dovunque in qualsiasi momento.
I suoni che ci par di senMre sono ovaOaM; sulla pelle, una sensazione di abbraccio. Ogni immagine racchiude
noi, creature del mondo.
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